Massimiliano Montulli | Dalle ricerche vocali ai video, come cambia la Seo
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Dalle ricerche vocali ai video, come cambia la Seo

Mobile, ricerche vocali, video. Questi i tre temi che stanno cambiando il web. Ne è convinto Bruce Clay, esperto californiano di seo e social media marketing che abbiamo incontrato a Milano, durante uno dei corsi seo che tiene da anni in tutto il mondo.

Clay, che ha fondato la sua azienda nel 1996 (“qualche anno prima che nascesse Google, ai tempi di AltaVista, per intenderci”), spiega che la seo è una guerra: “L’unica cosa che conta è essere nella prima pagina dei risultati: lì si concentra il 96% dei click. Ma attenzione: il successo non si misura con il ranking, quello è un indicatore. Si misura con il traffico che riesci a fare”.

L’esperto di Seo Bruce Clay (Foto: Michael Dorausch/Flickr CC)
Per spiegarci cosa intende, l’esperto ricorda uno dei suoi lavori: “Per un cliente riuscimmo ad arrivare alla prima posizione del motore di ricerca con la parola chiave cars. Ma poco dopo ci segnalarono un crollo del traffico anomalo. Erano caduti in seconda posizione, sorpassati dal nuovo cartone animato della Disney, chiamato proprio Cars”, racconta Bruce Clay.

“Erano solo secondi, ma bastò: la gente cercava sempre automobili, vedeva come primo risultato un cartone e non leggeva neanche la seconda posizione, cambiava ricerca. Bisognava ricominciare tutto da capo”.

Durante le sei ore di corso, Clay ha affrontato diversi temi:

La seo e i video

“Da qui a due anni prevedo che nella prima pagina dei risultati Google compariranno quasi solo video”, commenta Bruce Clay.

YouTube aggiunge i sottotitoli automatici anche alle dirette streaming
Il motivo è semplice e ha a che fare con i soldi: “Piazzandoti un contenuto di YouTube, invece di un link a un sito qualunque, Google ti obbliga a vedere la pubblicità iniziale. E Google è nel business per fare soldi, non per far fare traffico agli altri”.

Il motore di ricerca, già oggi, è in grado di leggere le trascrizioni dei videocaricati su YouTube. Secondo l’esperto il prossimo passo di Google sarà quello di proporti un contenuto di YouTube come risultato, se la frase che stai cercando è presente in quel video. Il consiglio per chi si occupa di seo è chiaro: lavorare su contenuti video e trascrizioni con le giuste parole chiave.

La guerra degli assistenti vocali

A dominare le ricerche online, ovviamente, è Mountain View, con più del 60% del mercato. Negli ultimi sette anni è cresciuto di quattro punti percentuali anche Bing, che resta però saldamente indietro, con appena il 22,8%. “L’unica vera minaccia per Google è Amazon. Fra loro due ci sarà una vera guerra a breve”, prevede Bruce Clay.

I motivi sono tanti: in primo luogo l’ecommerce, che si sposta dal motore di ricerca all’interno dell’ecosistema di Jeff Bezos. D’altronde, quanti utenti che hanno bisogno di un oggetto, invece di digitarlo su Google, ormai lo cercano direttamente dentro Amazon?

Ma non solo: come spiega Ale Agostini, Managing Director della Bruce Clay Europe, “A parte il programma di sponsorizzazione degli annunci, che vede Amazon insediare Google ormai da tempo, la grande battaglia sarà sulle ricerche vocali. Non è un caso che questo Natale il regalo per eccellenza negli Stati Uniti fosse l’assistente vocale”.

Amazon vende Echo, Mountain View propone Google Home, Apple ha HomePod. Tutti fanno più o meno la stessa cosa: ascoltano la voce del padrone e rispondono alle sue richieste, da una ricerca online al controllo di un elettrodomestico connesso (negli Stati Uniti uno speaker di Amazon è anche stato usato come testimone durante un caso di omicidio).

Gli assistenti e le ricerche vocali portano con loro un cambio radicale dell’ottimizzazione delle ricerche: mentre quando si digita si cerca magari una o due parole, a voce le persone sono ormai abituate a fare domande vere e proprie. “Il 54,4% delle ricerche è formata da quattro o più parole”, conferma Bruce Clay.

Lo stesso mobile può portare anche a cambiare gli obiettivi di medio termine: dalla tabella qui sopra si evince ad esempio che essere in quarta posizione porta più traffico che essere in terza. “Sembrerebbe un controsenso, ma sul telefono siamo abituati a scorrere verso il basso. E scorrendo verso il basso l’occhio a quanto pare cade più sul quarto risultato che sul terzo“, analizza Clay.

Battere l’orso

“Google cambia il suo algoritmo circa cinque volte al giorno. Voi ogni quanto aggiornate il vostro sito?”, chiede Bruce Clay. L’esperto californiano, mentre spiega ai suoi allievi i tecnicismi dell’ottimizzazione, racconta storielle per alleviare il carico. “Due amici vanno in campeggio e compare un orso. Entrambi scappano: uno è davanti all’altro. Sapete qual è l’obiettivo del primo? Essere più veloce del secondo. Non è battere l’orso, perché contro l’orso tutti perdono. L’orso è Google e voi siete i campeggiatori: il vostro obiettivo è essere più veloci dei vostri avversari”, conclude il manager americano.

Conosci i tuoi avversari

“Lavorando sodo riuscimmo a portare AT&T sopra Apple per la parola chiave iPhone”, ricorda Bruce Clay. “Un risultato straordinario. Eppure non servì a niente, eravamo comunque secondi. Sapete chi c’era in prima posizione? La serie di video Will It Blend. Avevamo vinto contro Apple. Ma come competere contro uno che frulla un telefono?”.

Fonte: Gaia Berruto – Wired