Massimiliano Montulli | Come funziona la pubblicità su Instagram
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Come funziona la pubblicità su Instagram

Come funziona la pubblicità su Instagram

Su Instagram la pubblicità è arrivata anche in Italia. Da oggi quindi sarà possibile per aziende di diverse dimensioni utilizzare Instagram come piattaforma su cui promuovere le proprie campagne di advertising. Dal 30 settembre poi la piattaforma di advertising sarà aperta a tutto il resto del mondo.

Di contro, da oggi, milioni di persone che ogni giorno pubblicano e vedono foto di amici e brand, troveranno nel proprio feed contenuti sponsorizzati (con indicazione, in alto a destra, “sponsorizzata”) e avranno modo di commentare e interagire con un contenuto “estraneo” fino a questo momento.

Questo il primo interrogativo: che succederà adesso? Come reagiranno? Dando una occhiata ai primi commenti, la forte esposizione di un contenuto sponsorizzato si espone a trolling, ma questo è normale quando c’è una novità di questo tipo.

La possibilità di sponsorizzare (e quindi distribuire in maniera più potente) i propri contenuti non è una prerogativa solo delle grandi aziende, ma anche delle medie e piccole: l’obiettivo è quindi quello di incassare il più possibile da un lato, ma anche di rendere normale trovare contenuti sponsorizzati dentro il feed.

Le campagne su Instagram si attivano e gestiscono attraverso gli strumenti di advertising di Facebook, come l’Ads manager, il Power editor e le API: questo permetterà livelli diversi di azione, ma garantisce un accesso unico, in un ambiente familiare a chi già fa adv su Facebook. Non è prevista una spesa minima: non c’è neanche su Facebook, ma non vuol dire che si potrà andare sempre a ribasso, anzi. Questo lo sa benissimo chi fa già pubblicità su Facebook.

Tre sono gli obiettivi, in questa prima fase: visualizzazione di Video, visite al sito web, installazione di Mobile App. Oltre al bottone “Scopri di più”, infatti, saranno presenti almeno altre due call to action: “Installa ora” e “Compra adesso”, per permettere istallazioni di app e per spingere all’acquisto di prodotti o servizi.

Per quanto riguarda la targetizzazione, nulla di nuovo rispetto a Facebook: basandosi sugli interessi, su pubblici creati su misura o su similitudine si può profilare la propria audience a cui mostrare le inserzioni. Al momento lo strumento di profilazione di Facebook rimane il più potente in circolo, ma c’è da capire come funzionerà con le immagini di Instagram.

Ancora: si può decidere se attivare un set di ads solo su Instagram o anche su Facebook per una integrazione che permetterà di sperimentare molto ai brand e a chi si occupa di social advertising. Questa mossa ha l’evidente obiettivo di far diventare Facebook (e quindi anche Instagram) l’ambiente leader per l’advertising su smartphone.

La vera notizia di oggi è proprio questa, la possibilità di fare campagne unificate, disponendo così di un pubblico che attraversa le piattaforme e riduce il gap tra le stesse. Su questo punto, probabilmente, si gioca il colpo di grazia da parte di Facebook ai competitors, ovvero a Google che, c’è da scommetterci, non se ne starà con le mani in mano.

Sono stati inoltre annunciati delle novità per i formati degli ads. Oltre al “classico” quadrato, saranno disponibili foto e video in formato panoramico (rettangolare), video ads della durata fino a 30 secondi, “Marquee” un prodotto che permetterà di raggiungere un pubblico ampio in poco tempo, da usare ad esempio durante eventi, fiere, o lanci di nuovi prodotti.

Le prime aziende in Italia a fare ads su Instagram sono Audi, Carrera, Chupa Chups, Ford, illycaffè, Mercedes-Benz, Samsung, Toyota, Warner Bros. Entertainment, Yoox.

Adesso non rimane che attendere e vedere cosa combineranno le aziende e come reagiranno le persone. Ma una cosa è certa:Instagram è cresciuto, ha cambiato la sua forma, si è evoluto ed è diventato grande. Chissà se continueremo a giocarci come abbiamo fatto fino ad adesso.

FONTE: WIRED